Dubai: Nuovo mercato immobiliare o miraggio?
Posted by vrimmobiliare | Posted in Investimenti Immobiliari Estero | Posted on 08-07-2009
Tags: doha, dubai, investimenti immobiliari, qatar
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Cari amici e colleghi,
vi mando di seguito alcune mie riflessioni.
Ritengo possano esserci molti argomenti da sviluppare in comune. In particolare sto organizzando degli incontri nelle principali città del nord Italia con altri colleghi e professionisti per presentare le opportunità di investimento e aziendali presenti nelle principali nazioni del Golfo Persico come Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain, Oman, Arabia Saudita.
Sono anni che mi sono avvicinato a questi paesi e sopprattutto a Dubai e Doha in Qatar e posso dire con soddisfazione che le peculiarietà e i vantaggi che ho trovato in questi luoghi sono impareggiabili in qualsiasi altro luogo al mondo.
Naturalmente l’Italia resta il mio paese e sicuramente uno dei più belli al mondo, turisticamente parlando, ma in relazione alle attività economiche siamo arrivati a livelli insostenibili per produrre un reddito che giustifichi il famoso “capitale di rischio” tipico di un imprenditore.
Come saprai il tessuto economico dell’Italia ma soprattutto del Nord-Est è composto da piccole e medie aziende, di carattere familiare nella maggior parte dei casi, dove c’è un impegno fisico e della piccola finanza di provincia che è sempre stata di esempio economico anche nel resto d’Italia.
La globalizzazione, la crisi finanziaria mondiale recentemente, l’atteggiamento discutibile delle banche, il sistema giudiziario e burocratico ha reso fragili queste realtà consolidate in anni di sacrifici e di impegno sopprattutto per un peso dell’amministrazione finanziaria che è veramente insostenibile.
Come si evince dall’articolo apparso il 4 giugno 2009 su “IL SOLE 24 ORE” a pag. 9 di Marco Mobili “Fisco, ritorna la pressione“. Secondo il Governatore di Bankit la pressione fiscale tornerà a salire raggiungendo il picco già registrato nel 1997. L’alta pressione sull’intera economia potrebbe gravare a lungo. Secondo i dati del Tesoro nel 2009 la pressione fiscale dovrebbe toccare il 43,5%!!!
Posso immaginare come si possa fare impresa con questa base di imposta!
Altro mondo è Dubai e Doha, nel Qatar.
Nelle free zone di Dubai non si applicano imposte sui redditi di impresa e a Doha una imposta marginale del 5% fino a redditi di notevole entità.
Ma la differenza non sta, ovviamente, solo nelle tasse. Negli Emirati e negli altri paesi del Golfo c’è un valore economico rilevante che è il benessere sociale dato dall’assenza di criminalità.
Ogni privato, imprenditore o azienda può creare, progredire e crescere senza avere gli occhi puntati addosso in ogni movimento e azione per creare impresa e reddito. Sto raggruppando in questo periodo professionisti e imprenditori in grado di condividere con noi una presenza importante a Dubai e a Doha per sfruttare le innumerevoli opportunità esistenti.
La loro capacità economica, la presenza di materie prime fondamentali come il petrolio e il gas naturale(a Doha) sono elementi di una forza finanziaria non paragonabile in altre economie sia occidentali, americane o asiatiche. Infine c’è da considerare che hanno un clima secco e soleggiato almeno 9 mesi all’anno, un mare bellissimo e pulito, e il meglio dell’architettura e dei servizi che potremmo immaginare.
Un cambiamento importante ci sarà il prossimo gennaio 2010 quando i paesi del Golfo adotteranno il Chalidshi(vedi http://www.gestoricarburanti.it/redazione/il-mercato-petrolifero-magazine-91/mercato-petrolifero-magazine-92/1511-e-nel-golfo-arriva-leuro-darabia.html) .
Io credo che non si possa ignorare questi eventi importanti che cambieranno lo scenario prossimo futuro non solo della zona denominata G.C.C.(Gulf Cooperation Council) ma dell’intero sistema economico mondiale.
Ho imparato molte buone cose dagli arabi e la correttezza che solitamente li contraddistingue rispetto ad altri popoli ti induce a considerare seriamente la possibilità di uno sviluppo aziendale in questi paesi.
Ovviamente non è la panacea e la perfezione, ma potendo contare su un rispetto dei contratti e dei pagamenti, una burocrazia di tipo anglosassone ridotta al minimo e una quasi assenza di tassazione credo siano dei buoni motivi per considerare un investimento in questi paesi ed in particolare a Dubai e a Doha.
Non voglio dilungarmi oltre e Ti chiedo scusa per la lunghezza ma mi sentivo ispirato e quindi ritengo possano esistere seri motivi per incontrarci.
Se vuoi maggiori informazioni scarica Questo PDF QUI: [Download not found]




sono completamente d’accordo con quello che scrivi,e,sono convinto anche che,l’Italia,se vuole uscire da questa crisi nera,deve abbassare al minimo le tasse per tutti,abolire gli studi di settore(o di terrore),che hanno un senso di “ricatto”.
Le banche dovrebbero ristrutturare i mutui,allungando la massima età fino ad 80 anni,permettendo così,a chi lo voglia,di aumentare il periodo abbassando la rata del mutuo;per le imprese,le banche dovrebbero dare più soldi,essere più di “manica larga”,non come adesso.
Ci sono tanti costi inutili che non fanno altro che rovinare tutti gli Italiani,a partire dalla classe politica